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Cenni di storia
Tresivio è un paese antichissimo: i primi insediamenti nella zona hanno origini remote, confermate dal ritrovamento nel 1871, ai piedi della rupe del Calvario, di un'importante lapide dall'iscrizione nord-etrusca (o retica secondo alcuni studiosi) e di numerosi reperti di origine romana. Il toponimo di "Tresivio" appare già citato in documenti dell'XI secolo: nell'anno 1016 infatti è denominato "Trecive" (dal latino "tres viae"- tre vie-) e nel 1022 "Tresivi" (termine dalla probabile origine lombardo-orientale dal significato greppia-mangiatoia). Durante il Medioevo il paese visse un momento di particolare grandezza: era a capo di una vasta Pieve che comprendeva Montagna, Faedo, Pendolasco (l'attuale Poggiridenti), Boffetto, Piateda, Ponte, Sazzo, Castionetto, Chiuro, Castello dell'Acqua. Il Vescovo di Como, che aveva vasti possedimenti nella zona, era tenuto a risiedere nel palazzo vescovile di Tresivio per tre mesi all'anno. Durante la Signoria dei Visconti e degli Sforza (1325-1500) Tresivio divenne capoluogo della Valtellina: era la sede del Tribunale Supremo della Valle e il Governatore ducale doveva venire a Tresivio per amministrare la giustizia in Valle. Proprio sulla rupe del Calvario, chiamata "Motta", sorgevano il palazzo del marchese Malaspina, capitano generale della valle per conto dei Visconti, la chiesa parrocchiale, le chiesette di S. Michele e di S. Giovanni Battista, il palazzo vescovile e il castello. La traccia più antica relativa al castello risale però al 1046: esso apparteneva, come gli altri di pieve, al Vescovo di Como. Le terre di proprietà del castello erano mantenute a spese di tutti coloro che ne erano difesi e venivano chiamate "castra".
Le guerre tra le fazioni guelfe e ghibelline rovinarono Tresivio: nel 1437 venne pressoché distrutto dal signore locale di fazione guelfa, Antonio Beccaria, durante la lotta contro Stefano di Pendolasco. Nel 1487, in occasione della seconda invasione dei Grigioni, venne saccheggiato il castello, definitivamente distrutto nel 1513, all'inizio della dominazione grigiona in Valtellina. I l centro della vita politica e religiosa del borgo si spostò dal Calvario alla contrada Romanasca, dove sorse la chiesa dei Santi Pietro e Paolo e trovarono posto anche i palazzi dei Guicciardi, che, progressivamente, sostituirono i Beccaria nella Signoria del paese. Intanto si sviluppavano le contrade di Borgo, Piazza, Foppa, San Tomaso, uno dei suoi nuclei più antichi, e Menatti.
Nel Medioevo il territorio di Tresivio era genericamente denominato Tresivio piano, corrispondente all'attuale comune di Piateda, e Tresivio monte, di cui facevano parte, oltre a Tresivio e Acqua, anche Paiosa e Boffetto. Il 30 agosto 1427 avveniva la divisione tra il comune di Tresivio piano e Tresivio monte. Il 5 novembre 1473 la parte montana del comune di Tresivio veniva a formare un nuovo organismo indipendente denominato "Monte dell'Acqua" o più semplicemente "Acqua".
Nel '500 la Comunità di Acqua presentava un numero di famiglie superiori a quello del borgo. Seguirono alterne vicende di contrasti tra le due comunità, di riunioni e di separazioni: riunione nel 1600, separazione nel 1613, definitiva riunione nel 1867. Durante questo periodo Tresivio si dotò di propri statuti che regolavano la vita comunitaria dal punto di vista amministrativo, giudiziario ed economico. La copia conservata degli Statuti di Tresivio risale al 1678, ma esistono riferimenti documentali a statuti risalenti al XIII secolo. Dal 1613 anche la comunità di Monte dell'Acqua si dotò di propri statuti che ne sancivano l'autonomia da Tresivio attraverso l'elezione di un proprio decano e di propri consiglieri.
Con l'inizio della dominazione grigiona (1512) Tresivio perse il suo ruolo di capoluogo a favore di Sondrio; rimase però, fin verso il 1540 sede del Vicario di Valle, che aveva le funzioni di giudice. Nel 1600 il paese si trovò coinvolto nei difficili anni delle guerre di Valtellina iniziate con la rivolta contro i Grigioni del 19 luglio 1620.
Le guerre furono accompagnate da carestie ed epidemie tra cui la terribile peste del 1630.
Per voto le comunità valtellinesi scelsero Tresivio per l'erezione di un santuario alla Vergine Maria: il 30 novembre 1646 veniva posta la prima pietra della Santa Casa, divenuta simbolo della comunità nonché della devozione valtellinese alla Vergine Maria.
La Santa Casa richiama quindi lo spiccato ruolo che Tresivio ebbe nella vita religiosa e civile del passato e, nonostante il declino manifestato durante la dominazione grigiona, il paese, grazie al suo Santuario, poté conservare un ruolo di rilievo nella storia valtellinese moderna.

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Pagina curata da Sara Gianoncelli e Roberta Sciani