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| L'ALIMENTAZIONE DEL CONTADINO A colazione i contadini
mangiavano minestra riscaldata, polenta con latte o formaggio; i
più fortunati pane e latte.
A mezzogiorno si pranzava con polenta e latte, polenta e
formaggio o salsiccia, pasta fatta in casa, con un buon bicchiere di vino che sulla tavola
dei paesani non mancava mai; il riso si mangiava di rado perché era costoso.
Il pane era sempre di segale, fatto in casa nel forno a
legna. I contadini mangiavano servendosi di ciotole in legno o di piatti di
terracotta.
Per le bevande si utilizzava il boccale di terracotta o la ciotola di legno.
A cena si mangiava minestrone di verdure (qualche volta con pasta o riso), minestra d'orzo, un pezzetto di formaggio o salame, sostituito da
salsiccia con pane o polenta.
In primavera il piatto principale era costituito da minestra con ortiche o altre erbe
raccolte nelle vigne o nei campi, insalata con uova sode.
In autunno si mangiavano le castagne caldarroste (braschè)
o lessate (ferüdi) o secche.
Il pranzo di Natale consisteva in ravioli fatti a mano, risotto, gallina bollita, arrosto,
panón fatto in casa, frutta secca.
La carne di maiale veniva mangiata con parsimonia durante tutto l'anno.
Parlare di alimentazione significa anche parlare di vini: il vino è infatti la bevanda
per eccellenza e va bene con qualsiasi cibo.
Qui ci limiteremo a parlare soltanto di alcuni piatti tipici, i più consciti, come i pizzoccheri, la polenta taragna,
gli sciatt, le fugascini e la polenta
sfetada.
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