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L'AMBIENTE
Il comune di Piateda è assai ricco di prati, di pascoli, di boschi di
latifoglie e conifere e di acque; conta un patrimonio zootecnico ancora piuttosto
importante e aziende agricole di una certa consistenza. Possiede inoltre circa 100 ha a
vigneto, dei quali poco meno di un quinto a DOC, nelle sue propaggini territoriali sul
versante retico (Fiorenza).
Il bacino imbrifero del torrente Venina, situato nelle Orobie, comprende, oltre alla
valle omonima, quelle di Ambria e di Scais, quest'ultima bagnata dal torrente
Caronno.
Alle loro testate le cime più conosciute ed elevate sono la punta di Scais (3038 m
s.l.m.) e il pizzo Redorta (3038 m), ai cui piedi si trovano due dei pochi ghiacciai
orobici.
A Vedello è attestata fin dal Medioevo un'intensa attività di estrazione
del ferro. Le operazioni connesse alla lavorazione del suo minerale, che veniva estratto
nelle valli Venina, Agneda e Ambria, favorirono certamente il popolamento di queste valli.
In val Caronno, sopra l'invaso di Scais, si trova una rara e vigorosa rosacea: la Sanguisorba dodecandra, una specie endemica, che vive
soprattutto qui e in poche altre valli laterali adiacenti (Venina, Livrio, e Arigna),
oltre che in alcune località del versante meridionale delle Orobie, ma in popolamenti
poco estesi. Un'altra pianta endemica delle Orobie è la Viola comollia, una
piccola viola dal fiore rosa che cresce in colonie sui detriti morenici
attuali, dove la scarsità di vegetali le concede spazio e luce. La sua sopravvivenza
sembra ormai legata all'ambiente periglaciale. Entrambe le due piante sono state scoperte
nell'Ottocento da Giuseppe Massara.
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