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ASPETTI URBANISTICI DEL COMUNE DI PONTE

Il comune di Ponte si estende sui versanti retico e orobico1 coprendo una vasta superficie di territorio. Questo dualismo si rispecchia negli abitati: a solatio si è sviluppato il grosso borgo di Ponte, legato allo sfruttamento agricolo del conoide del torrente Rhon, a bacìo le contrade di Arigna che vivevano dei castagni, coltivati nella fascia bassa delle selve, e dell'allevamento dei bovini.
Da una parte una nobiltà di tipo terriero ha dato origine ad un paese ricco di edifici religiosi e di belle case patrizie che ne fanno un unicum in provincia di Sondrio; dall'altra una comunità prettamente di allevatori ha prodotto delle piccole contrade, dove gli edifici rurali sono finalizzati allo sfruttamento, su vari livelli altimetrici, di prati e pascoli, quindi essenziali e, a volte poveri, stretti intorno a chiesette semplici, ma nello stesso tempo ricche di arredi sacri.

La principale caratteristica urbanistica di Ponte è quella di essere un agglomerato di case, costruite in pietra e legno, tra le quali corrono stradine strette, altrettanto caratteristiche, pavimentate con ciottoli (risc); talvolta questo insieme di case e strade viene interrotto da una chiesa, da un monumento, o da una piazza.

Il primo edificio di interesse architettonico che si incontra fuori dall'abitato è la chiesa della Madonna di Campagna; costruita nel XVI secolo, è stata consacrata dal vescovo Ninguarda nel 1593; possiede un bel portale in marmo inquadrato da un elegante pronao anch' esso in marmo bianco, opera di artisti lombardi di scuola rodariana.
L'interno è ampiamente decorato in quasi tutte le sue parti con dipinti di G.Prina, di G. Gandolfi e G.Porro.
Attiguo alla chiesa si trova un palazzo cinquecentesco con portale in marmo bianco, sormontato da una bifora, appartenuta alla Confraternita della Scuola della Beata Vergine di Campagna.

All'inizio del paese, nella piazzetta, sorgeva, dove adesso c'è la sede di una banca , la casa natale di F.S.Quadrio, storico e letterato.
Lungo la via Guicciardi, che da qui si diparte in direzione della parrocchiale, sorge la chiesetta del Buon Consiglio, dalle linee esterne semplicissime, ma dai begli affreschi interni.
Poco più avanti sorge la chiesa parrocchiale dedicata a S. Maurizio; considerata fra le più belle della Valtellina, riassume in sè i caratteri del Romanico, del Gotico e del Rinascimento.
All' esterno il portale quattrocentesco è opera di Jacopo di Valsolda; è in stile gotico veneziano ed è sormontato da un rosone in marmo e da una lunetta raffigurante la Madonna con il Bambinio e S. Maurizio.
Sul lato meridionale della chiesa si notano un grande affresco risalente al XV-XVI secolo, raffigurante S. Cristoforo, un portalino laterale con scolpiti gli stemmi dei Quadrio e di Ponte e una meridiana risalente al 1879.
L'interno è molto ricco: sul lato sinistro il primo altare è dedicato a S. Elisabetta; gli affreschi rappresentano la Vergine con Bambino e Santi. Il presbiterio è opera dei fratelli Rodari di Maroggia, mentre il ciborio è stato eseguito dai fratelli Innocenzo e Francesco Guicciardi di Ponte.
Sul lato destro un primo altare presenta un'ancona in legno risalente al XVI secolo con una statua della Vergine, sei pannelli sulla vita di S. Gioacchino e S. Francesco, opera di artisti lombardi del Cinquecento. A lato dell'altare si trovano degli affreschi del Quattrocento raffiguranti S. Bernardino da Siena, S. Antonio Abate, S. Allo e S. Paolo.
Un bel pulpito di legno spicca al centro della chiesa; mentre al di sopra troneggia l'organo costruito fra il 1655 e il 1657 da C. Prato.

Tradizionalmente, risentendo di antichi campanilismi non del tutto sopiti, il paese si divide in due parti: la gésa in int , a est della parrocchiale e la gésa in fö, a ovest della stessa. La via Ginnasio, foto che si diparte dalla parrocchiale in direzione est , offre la vista di bei palazzi, fra cui quello Guicciardi foto dalla facciata barocca e dalle finestre decorate.
Dove essa termina si trova la piazza degli Uffici (piazza di frà) con la bella chiesa di S.Ignazio; la facciata semplice contrastata con l'interno completamente affrescato da C.Ligari e da G.B.Muttoni.
Nei pressi della chiesa di S.Ignazio si conserva un nucleo di edifici risalenti ai secoli XIV-XV-XVI che, pur avendo subito interventi non sempre ortodossi, conservano loggiati, archi, finestre a tutto sesto e a sesto acuto, sottolineate da bei davanzali di pietra e dalle inferiate di ferro battuto, e portali in pietra con scolpiti gli stemmi dei Quadrio che introducono a tranquilli cortili interni (curt).
Interessanti sono anche gli edifici della Piazzetta Curzio, dove su una casa quattrocentesca si leggono ancora, benchè ormai sbiaditi, gli stemmi delle tre Leghe Grigie.
Verso la chiesetta di S.Giuseppe gli edifici hanno un carattere prettamente rurale; di notevole interesse è un affresco tardo quattrocentesco, opera del pittore Giovannino da Sondalo, dipinto sulla facciata della casa Moltoni Pinela.
Al limite del nucleo di S.Ignazio, dove si conservano ancora diverse us'ceri2 c'è un gruppo di case di notevole interesse architettonico, quasi sicuramente appartenute ai Quadrio de Maria ora Patrizi.

Tornando alla parrocchiale e dirigendoci verso ovest si imbocca la via Piazzi, dove moltissimi sono gli edifici interessanti. Al n.7 si incontra una casa con finestre e portale in bugnato del Cinquecento, al n.12 un portale settecentesco, foto inserito in una struttura medievale, e al n.14 una balconata settecentesca con un affresco. Proseguendo, al n.27 c'è la casa ex Quadrio-Matteani con un bel cortile con colonne e altri resti pregevoli; al n.30 la casa olim Quadrio-Brunasi ora Moltoni, conserva un bel portale barocco sormontato da un balcone in ferro battuto.
Continuando su questa strada si individuano ancora ben conservate le case del nucleo Piazzi: casa Piazzi, ora Giacomoni, casa Piazzi ora Cederna, foto luogo natale dell'astronomo G.Piazzi e il complesso al n.2 di via S.Francesco Saverio che conserva affreschi del Quattrocento e del Seicento.

Oltre ai citati palazzi esistono altri angoli suggestivi e ricchi di storia: la contrada de la Müfa, che ha mantenuto una struttura rurale ben conservata; Pozzaglio (Puz marsc), a ridosso della montagna, un nucleo medievale sorto nei pressi di una sorgente; la curt di Leli, foto un edificio quattrocentesco con un porticato ed un elegante loggiato che danno su un cortile, la curt, appunto.

Sul versante orobico, invece, le varie contrade sono molto sparse sul territorio: Carolo, Sazzo, con la chiesa barocca dedicata a S.Luigi Gonzaga, e poi più in alto Arigna e i suoi nuclei rurali di Albareda, Fontaniva, Gerna, Prestinè, Berniga, Famlonga e per finire Briotti, dove ormai si incontrano, qua e là per i prati, solamente le stalle con annessi i fienili.

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  1. Punti culminanti sono la Vetta di Rhon (3136m.) a nord, e il Pizzo di Coca (3050m.) a sud.text

  2. Ampi portelloni di legno che servivano a deviare le acque delle rovine che si abbattevano su Ponte, trasportate dai valgelli posti a monte dell'abitato. Difendevano le corti e le abitazioni.text