Il pezzotto o tappeto povero, è tessuto a telaio.
Realizzato con strisce variopinte, in lana, cotone, velluto o altre fibre, è
caratterizzato dalla vivacità dei colori e dai disegni geometrici che spiccano sul fondo
in tinta uniforme. Viene ancora realizzato da alcuni artigiani di Arigna e di Casacce, che
lo commerciano direttamente.
La melicoltura si é diffusa sul territorio tutt'intorno al paese, soppiantando la
precedente coltura della vite.
Il terreno offre tutte le caratteristiche positive adatte alla coltivazione di frutta in
generale, piú in particolare della mela, grazie alla giacitura, all'esposizione ai raggi
del sole, alla composizione fisica e alla fertilità del suolo.
Due sono le varietà dominanti: la Golden Delicious (deliziosa dorata oro) frutto
di forma sferoidale ed oblunga, medio grosso, dalla buccia giallo-verdastra talora con
sfumature rosse nella parte esposta al sole; quella di montagna ha la polpa
bianco-giallastra succosa, compatta e gradevole. La Red Delicious (deliziosa
rossa), frutto a forma conico-oblunga è tendenzialmente sferoidale con cinque punte,
buccia rosso-vino per lo piú striata, polpa bianco-crema, tenera, succosa, fondente,
zuccherina e molto aromatica.
Sono coltivati a frutteto 350 ettari con una produzione di 140.000 q.li di cui 65% Red
Delicious e 35% Golden Delicious.
Circa il 70% dei produttori è consorziato nei magazzini frigoriferi della Cooperativa
Ortofrutticola di Ponte, che è anche la principale realtà economica del paese. Vi sono
inoltre due privati che commercializzano le mele di propria produzione e di altri
coltivatori locali e non.
La frutticoltura ha inciso profondamente nell'assetto sociale ed economico del paese; ha
favorito la diffusione della meccanizzazione, la realizzazione di una rete viabile
interpoderale molto efficiente e quindi l'affrancamento dei contadini dal lavoro fisico
brutale.
La meccanizzazione spinta, conclusa la prima fase di espansione della frutticoltura degli
anni '60, ne ha aperta una nuova che si può definire di tipo industriale, ponedosi come
obiettivo la riduzione dei costi di lavorazione ottenibile razionalizzando l'intervento
della manodopera e con l'utilizzazione di nuove tecniche colturali.
Ricca è la varietà di cibi tradizionali che apparecchia la tavola dei pontaschi e che viene offerta anche dai ristoratori ai numerosi frequentatori dei loro locali, amanti della cucina tradizionale.
I principali piatti tipici sono:
la polenta gialla; quella nera, in fiore, cioè cotta nella panna; la taràgna e la cròpa; gli ingredienti principali della polenta sono la farina di grano saraceno, o quella gialla, il burro ed il formaggio;
i pizzoccheri, tagliatelle di grano saraceno, cotte con patate, verze, o coste e
condite con abbondante formaggio di "casera" e burro fuso, e gli sciàt,
specie di frittelle preparate con la farina di grano saraceno e formaggio di "casera"
fritte nello strutto. Queste ultime hanno numerosissimi estimatori che affollano,
soprattutto nei fine settimana, i ristoranti e le trattorie del borgo e delle frazioni.
Altri piatti: la minestra di orzo, il ris cundít, il riso e latte,
la bròda e i rustít.
Passiamo al pane; molto conosciuto ed apprezzato è quello di segale, a ciambella,
oppure a forma di grande pagnotta, che viene cotto nella contrada di Bèrola.
Da leccarsi le dita sono le altre due specialità: la focaccia (fugàscia) e
il panettone valtellinese (panón) entrambi realizzati con l'impasto
predisposto per il pane di segale, il secondo arricchito, però da noci, uvetta, fichi
secchi e nocciole.
Fra i dolci non si può dimenticare la cupéta, tipico dolce invernale, preparato
con miele e noci, racchiuse in un'ostia.
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Scheda curata da: Silvia Colombera e Livia Previsdomini