(Orari Sante Messe
)
La chiesa di San Maurizio divenne parrocchia autonoma nel 1638; ancor più antiche sono
molte delle sue diciassette chiese di cui colpiscono i campanili: alti e slanciati quelli
delle chiese maggiori, e più discreti, a cavaliere, quelli delle cappelle che furono un
tempo private.
La chiesa parrocchiale sorge nella piazza centrale del paese dedicata al pittore
cinquecentesco Bernardino Luini, autore della lunetta sulla facciata principale
dell'edificio.
La sovrapposizione di stili (romano, gotico e rinascimentale) non ha nuociuto al
monumento, il quale é da annoverare tra i più interessanti e meglio conservati dell'
intera provincia.
Le fonti medievali attestano l'esistenza, a Ponte, di una cappellania con cura d'anime
già dalla prima metà del 300. Nel secolo XIV il conferimento dei benefici vacanti di San
Maurizio a Ponte, spettava de iure et antiqua consuetudine all'arciprete e ai
canonici di Tresivio.
Solo più tardi saranno le stesse comunità, che si riserveranno gelosamente il diritto di
eleggere i propri beneficiali che venivano confermati, se ritenuti idonei all'ufficio, dal
vescovo di Como.
Nella pieve di Tresivio fu la chiesa di San Giorgio di Montagna ad ottenere per prima
l'autonomia ecclesiastica, nel 1427, avviando il processo di smembramento della stessa; le
comunità di Ponte e di Chiuro imitarono presto l'esempio di Montagna.
Tra la fine del Quattrocento e la prima metà del Cinquecento, sulla spinta dell'acquisita
autonomia, a Ponte l'edilizia religiosa attraversò un periodo particolarmente fecondo che
non vide solo il completamento della chiesa parrocchiale di San Maurizio, con la
realizzazione della parte absidale, delle pregevoli opere marmoree dei Rodari e, nella
seconda metà, la ricostruzione della chiesa della Madonna di Campagna.
Se Bernardino Luini affrescò la lunetta della Madonna con Bambino e S. Maurizio sopra il
portale della chiesa parrocchiale e Fermo Stella la volta dell'oratorio dei disciplini,
Bernardino de Donati e bottega e lo sconosciuto "maestro lombardo", autore dei
dipinti dei sottarchi della cappella della Beata Vergine in S. Maurizio, lasciarono opere
dai toni stilistici singolarmente eletti, mentre frescanti locali o itineranti si fecero
interpreti del sentimento religioso popolare attraverso un'arte il cui linguaggio gotico e
popolareggiante coesiste, senza sentirsene sminuito, con le nuove tendenze rinascimentali.
Dalla parrocchia di Ponte dipendevano la vicecura di Sazzo e di Arigna , le cui piccole comunità provvedevano autonomamente
alla scelta dei propri curati, a cui venivano imposte norme morali e una precisa
regolamentazione dei rapporti economici.
Durante la visita parrocchiale del vescovo Ninguarda, alla fine del Cinquecento, era
rettore di S. Maurizio Defendente Quadrio, coadiuvato da ben sette sacerdoti: Andrea
Longhi, Gerolamo Quadrio Peranda, Francesco de Gagio, Marcantonio Quadrio, Lodovico
Quadrio, Giulio Crotti e Camillo Quadrio de Maria.
Particolari cure questo parroco rivolse agli edifici sacri e alla manutenzione degli
altari.
Edificò con propri fondi e con il concorso di poche elemosine, la chiesa dedicata a S.
Lorenzo, al Piazzo, e fece inoltre costruire il pronao della chiesa di campagna di S.
Gregorio, perchè la popolazione, che allora affollava le chiese più che ai giorni
nostri, potesse ripararsi dalle intempierie. Sotto il suo rettorato venne anche ampliata
la chiesa della SS. Trinità.
La religiosità dei pontaschi non si manifestò, soprattutto in questo periodo, solamente
nelle opere di architettura e arte sacra, ma trovò riscontro anche nella partecipazione
della popolazione alle manifestazioni di culto ed alla fondazione di numerosi benefici
presso le cappelle di S. Maurizio e delle altre chiese minori; nei numerosi lasciti in
favore delle stesse chiese; nella nascita delle molte Scholae e Confraternite .
Nel corso di tutto il Seicento la parrocchiale fu arricchita soprattutto di arredi lignei
quali il pulpito intagliato che ha un pregevole intarsio centrale; la cantoria, il
prospetto e la cassa dell'organo (l'organo fu invece costruito fra il 1655 e il 1657 da
Carlo Prata ); e per finire il rifacimento degli stalli corali del presbiterio.
Anologamente nella chiesa della Madonna di Campagna furono realizzati due banconi corali
in legno di noce intagliato, la cassa e la cantoria dell'organo in legno scolpito e
intagliato, ricchissimi di onamenti ad opera del citato B. Hegher.
A cavallo fra Seicento e Settecento la stessa chiesa fu arricchita anche da decorazioni
pittoriche: la cupola fu affrescata da G.B. Muttoni ; le pareti e le volte dal bergamasco
Giuseppe Prina ; le decorazioni prospettiche delle due cappelle laterali furono invece
eseguite dal pittore milanese Giuseppe Porro e dal comasco G. Coduri .
Sempre in questo periodo fu decorata anche la chiesa gesuitica di S. Ignazio: C. Ligari
affrescò la volta; G. B. Muttoni decorò le pareti e Gianolo Parravicini dipinse due tele
di grandi dimensioni, aventi per soggetto due episodi della vita di S. Ignazio.
Gli ultimi interventi rimarchevoli risalgono alla fine dell' Ottocento e ai primi del
Novecento e riguardano soprattutto la chiesa parrocchiale dove, nel presbiterio, sono
state collocate tre tele di grandi dimensioni, opere del pittore morbegnese G. P.
Romegialli , mentre G. Gavazzeni ha decorato le volte della prima cappella di sinistra,
quella del S. Cuore e della Madonna del Rosario.
I sacerdoti che si sono susseguiti nella cura delle anime di Ponte e degli edifici
religiosi hanno seguito perciò l'esempio di Defendente Quadrio, permettendo che un così
grande patrimonio religioso, ma anche artistico e culturale, sopravvivesse agli
inevitabili attacchi del tempo, consegnandolo, praticamente intatto ed arricchito nel
corso dei secoli, agli attuali fruitori.
Attualmente la parrocchia possiede le chiese di seguito elencate: Madonna di Campagna,
dove si segnala la presenza di un antico organo cinquecentesco, di recente restaurato; San
Gregorio, poco fuori dal borgo sulla strada per Tresivio, in tempo di peste svolse il
ruolo di lazzaretto; San Rocco, situata a mezza montagna, lungo la strada per S. Bernardo
e la Valfontana; Sant' Antonio Abate è situata nell'omonima contrada, a monte del paese;
San Giuseppe è una piccola cappella posta nella via omonima: SS. Trinità, restaurata
recentemente, sorge in fondo al borgo, verso Castionetto; Madonna del Buon Consiglio, è
situata nel centro del paese in via Enrico Guicciardi; San Filippo, un oratorio da poco
restaurato, è in prossimità della chiesa parrocchiale; Santa Cristina; ormai tristemente
abbandonata, si trova nel cuore della campagna a poca distanza dal torrente Rhon; San
Lorenzo, anch'essa in piena campagna, spicca a nord del paese; l'agreste piccolo oratorio
di Sant'Abbondio sorge isolato all'imbocco della val di Rhon; San Bernardo è stata eretta
nell'omonimo maggengo, ora luogo di villeggiatura, a 1200 metri circa; Sant' Antonio da
Padova serve l'omonimo maggengo in Val Fontana. Sul territorio di competenza della
parrocchia vi sono poi altre chiese come quella di S. Ignazio, fondata dai gesuiti ed ora
di proprietà dell'Istituto Scolastico e quelle private di S. Francesco Saverio, S.
Francesco d' Assisi e la cappella dell' Immacolata.
Manifestazioni significative:
Venerdì Santo: processione con il Cristo morto
Corpus Domini: processione
24 dicembre: messa di mezzanotte
6 gennaio: concerto dei Re Magi.
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Scheda curata da: Betteghella Rosalia e Moltoni Duilio
| prefestiva (estiva) | ore 20.00 | Chiesa di Sant'Ignazio |
| prefestiva (invernale) | ore 18.00 | Chiesa di San Maurizio |
| domenicale | ore 10.00 | Chiesa di San Maurizio |
| domenicale (estiva) | ore 20.00 | Chiesa della Madonna di Campagna |
| domenicale (invernale) | ore 18.00 | Chiesa di San Maurizio |