Leconomia
di Chiuro si è consolidata sin dai tempi antichi grazie allo sfruttamento di prati e
pascoli alpini per lallevamento dei bovini e sulla coltivazione delle vigne, ricavate sul versante retico, dove i chiuraschi hanno portato
a termine una poderosa opera di terrazzamento.
Le due attività principali delleconomia del paese sono state poi affiancate da
quella manifatturiera che sfruttava la forza idraulica del torrente Valfontana per
azionare i magli delle fucine, le folle delle gualchiere, le macine dei mulini e le seghe
delle segherie, e dal commercio, soprattutto quello del vino.
Il panorama economico chiurasco risultava pertanto nettamente più variegato, rispetto ad
altri centri valtellinesi, anche limitrofi, legati soprattutto alla terra e al suo
sfruttamento. Questo è confermato anche dalla presenza in paese di numerose famiglie di
quella piccola nobiltà terriera, cardine delleconomia valtellinese, che hanno
lasciato numerosi edifici di notevole interesse architettonico e artistico.
La crisi di questo sistema economico si ebbe a partire dallinizio del XIX sec.,
quando lantico sistema fondiario ebbe una battuta darresto a causa del
passaggio da unorganizzazione di tipo ancora feudale a quella moderna diffusa da
Napoleone un po in tutta Europa.
Lagricoltura però fu ancora lattività principale
svolta da unaltissima percentuale di popolazione fino al secondo dopoguerra; negli
anni Trenta su una popolazione di quasi 1800 abitanti, 1280, cioè il 70% era ancora
addetto al settore primario (censimento del 1931). Il patrimonio zootecnico ammontava, a
quel tempo, a 1043 capi, di cui 432 bovini, cioè il 41% (Censimento agricoltura del
1930).
Attualmente il panorama economico si è notevolmente modificato. La crisi
dellagricoltura di montagna, legata in gran parte ad una produzione di tipo
familiare finalizzata allautoconsumo (se si esclude quella del vino, unico, o quasi,
prodotto commercializzato), è stata travolta dai nuovi sistemi di produzione e di
distribuzione dei beni di consumo, decisamente più competitivi.
I dati relativi al compendio statistico del 1997 (fonte CCIAA - Sondrio) vedono
una percentuale elevata di addetti impiegati nel terziario (55,49%),
nellindustria (37,09%) e solo il 7,41% nellagricoltura.
Forte è ancora la presenza di attività legate alla produzione e commercializzazione del
vino, che vede Chiuro capitale dellenologia valtellinese
(attive sono le case vinicole Balgera, Enologica Valtellinese, Negri, Nera e Rainoldi) e
del latte e dei suoi derivati grazie alla Latteria Sociale di Chiuro.
Importante è anche il settore del legno presente con numerosi laboratori artigiani;
lindustria manifatturiera, sviluppatasi nellarea artigianale sita nel Piano di
Chiuro, conta due stabilimenti importanti: SAMAS per labbigliamento sportivo da
montagna e Baltimor, per ventilatori industriali.
Alcuni piccoli laboratori di tessitura producono i pezzotti, tappeti rustici, fatti
con ritagli di stoffa e lavorati su antichi telai in legno.
Numerosi sono inoltre i ristoranti che offrono ai buongustai piatti tipici della cucina
valtellinese: sciat, pizzoccheri, selvaggina e polente di ogni tipo, innaffiati dai
generosi vini valtellinesi e dalla grappa di produzione chiurasca.
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